19-10-2018

Se fare la carta è di per sé un’arte, fare prodotti basati sulla carta e il cartoncino riciclato è diventato una vera e propria necessità, ma anche una scienza, con tanto di parametri dai quali non si può sgarrare pena l’esclusione dal mercato.

Partendo da questo concetto siamo arrivati alla certificazione del nostro cartone da imballaggio Grey Board (fino a 700 gr) con il percorso di ReMade in Italy®, la certificazione accreditata per il GPP, ovvero il Green Public Procurement..

Si tratta infatti di una certificazione ambientale di prodotto accreditata e valida per i cosiddetti “appalti verdi”, ma non solo. Perfetta per tutte quelle aziende che hanno fatto dei processi produttivi green un punto di forza della loro politica commerciale, passando dall’avere una policy generica ad assumere comportamenti realmente selettivi nei confronti dei fornitori per individuare quelli più virtuosi dal punto di vista energetico ed ambientale.

cartoncino riciclato certificato per imballaggi e interfalda

Che cos’è ReMade in Italy® e perchè interessa alle aziende

Lo facciamo dire direttamente a Simona Paola Faccioli, Direttrice di Remade in Italy®, con cui abbiamo approfondito a lungo i temi dell’economia circolare.

Remade in Italy® è la certificazione per le Aziende italiane della “Circular economy”. Una risposta efficace messa a disposizione delle Aziende per qualificarsi come produttrici di beni e materiali che derivano dal recupero di rifiuti e materia, di qualsiasi natura, nel senso della tracciabilità dei flussi di materie e della massima trasparenza delle operazioni.

Viene quindi da sè domandarsi: Quali sono i vantaggi nell’acquistare prodotti certificati ReMade in Italy®?

I consumatori di oggi vogliono sapere di più sui prodotti, la loro storia, da dove arrivano e di cosa sono composti, chi ha lavorato per realizzarli. E sul tema della materia impiegata c’è una sensibilità sempre più favorevole sui nuovi materiali che derivano dal recupero, sicuramente veicolata dal dibattito intorno alla Circular economy e dal fatto che in Italia gli Appalti pubblici dal 2016 chiedono materiali e prodotti “Circolari”. Infatti, il Codice Appalti (D. Lgs. 50/2016) impone a tutte le Pubbliche amministrazioni di acquistare secondo criteri ambientali (primo fra i quali, il riciclo), provati attraverso il possesso di certificazioni accreditate, quali ReMade in Italy. Casi concreti sono alcuni esempi di aziende certificate ReMade in Italy che, aggiudicandosi gare e provando il rispetto dei criteri ambientali attraverso la certificazione, portano a beneficio di tutta la collettività prodotti e servizi che significano concreto risparmio di materie prime, meno rifiuti in discarica, abbattimento delle emissioni di CO2 in atmosfera e meno energia consumata per la produzione del bene. Valori, questi ultimi che vengono comunicati nell’etichetta ambientale ReMade in Italy.

cartoncino da carta riciclata

 

Cosa significa produrre cartone riciclato conforme alle certificazioni ambientali

Creare prodotti che siano conformi a protocolli ambientali specifici, davvero, non è una cosa che fanno o che possono fare in tanti. Ci permettiamo di dirlo a fronte della conoscenza approfondita delle norme che regolano impianti come il nostro, delle supervisioni da parte delle autorità territoriali (Arpa Lombardia in primis) che garantiscono un controllo accurato e costante, ma anche e soprattutto degli investimenti che devono essere fatti in termini di cultura aziendale, attenzione degli operatori, consapevolezza tecnica e competenze costantemente allineate alle norme.

Insomma, per fare una battuta, una certificazione seria non è mai soltanto un “pezzo di carta”. E nel nostro caso, possiamo davvero dirlo forte.

Il cartone Grey Board (GB FOR), nato per l’imballo, l’interfalda e per centinaia di altri utilizzi diffusissimi (scatole per industria calzaturiera, vassoi, sottocopertine, etc.), è stato certificato grazie ad un processo di produzione basato su un sistema produttivo estremamente rigoroso.

La ricetta che fa la differenza

La carta da macero, proveniente dalle stazioni di raccolta di tutta Italia, viene acquisita secondo i circuiti di fornitura tipici del settore e viene sottoposta a trattamenti industriali che portano alla formazione di un nuovo impasto, quello che servirà per creare i fogli di cartone delle diverse grammature. La qualità di questo impasto è la parte veramente difficile del processo. Sì, perché, come si può facilmente immaginare, il macero che viene acquisito può davvero contenere di tutto. Se guardiamo nei cassonetti degli italiani che fanno la raccolta differenziata, scopriamo infatti, che siamo ancora piuttosto lontani da un prodotto da macero completamente esente da materiali contaminanti come plastica, ferro e chi più ne ha, più ne metta.

Ecco perché la fase di pre-lavorazione in cui il macero viene separato dai materiali contaminanti è di vitale importanza. Da questa fase vengono estratti tutti i materiali fibrosi che, notoriamente, compongono la carta e i cartoni (tipicamente fibre vegetali, cellulosa, etc.). Ma, a questi devono essere unite materie prime non fibrose che aumentano la tenuta del prodotto finale, dandogli tutte le caratteristiche fisico chimiche necessarie per la creazione del foglio finale vero e proprio.

Questo tipo di “ricetta” ha le sue dosi, le sue proporzioni e i suoi parametri per essere considerata conforme alle normative ambientali. Il cambiamento di questi parametri invalida la certificazione.

Capisci bene che mantenere monitorata e costante questa miscela ha delle implicazioni non proprio ovvie.
Ma, sai come si dice, “quando il gioco si fa duro… i duri entrano in gioco”.

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