Cartoncino per interfalde collate contro l’umidità - Cartiera Fornaci

E’ possibile avere un cartoncino per interfalde e imballaggi che resista all’umidità? Si, ma non si improvvisa. Ecco quello che dovresti sapere prima di sceglierlo.

In tutti quei magazzini in cui il tasso di umidità rischia di essere più alto del normale, il problema fondamentale è che la condensa può bagnare letteralmente il cartoncino delle interfalde. A seconda della zona di imbottigliamento, di stoccaggio e alla temperatura stagionale, la situazione può aggravarsi. A maggior ragione se la tua produzione si riferisce a prodotti surgelati o destinati alla refrigerazione.
Questa non è una situazione particolarmente significativa se si tratta di poche goccioline, ma se il livello di umidità e condensa si alza allora il cartoncino, anche se di spessore ingente, rischia di assorbire troppa acqua, diventando così totalmente inutilizzabile. Peggio, rischia di trasformarsi in un costo organizzativo tutt’altro che trascurabile.

Si pensi infatti a tutte quelle situazioni in cui si debbano “disfare” interi bancali riorganizzandone l’allestimento. Movimentazione di uomini, spazi, nuovo cartoncino e, infine, nuovo riassetto dell’allestimento dei prodotti.

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Il cartoncino collato per interfalde e imballaggi resistenti all’umidità

La soluzione a questo genere di problemi esiste grazie all’utilizzo di un cartoncino speciale, alla cui miscela viene aggiunto un composto di colla cationica a base acquosa che, legandosi all’impasto del cartoncino, forma una sorta di rete polimerica in grado di impedire l’assorbimento naturale dell’acqua, a diversi gradi.
Normalmente il cartoncino riciclato nasce grazie alla stesura di strati di impasto che passa attraverso i tamburi pressanti. Nel caso del cartoncino collato il composto “impermeabilizzante” (non è tecnicamente questo il senso, ma ci aiuta a capire il processo) viene aggiunto a monte del passaggio tra i tamburi.

L’aggiunta della colla avviene “in massa”, come piace dire ai tecnici della carta, ovverosia quando l’impasto della carta e dei relativi additivi viene estratto dal pulper per essere convogliata in un ulteriore miscelatore, mentre tutto il composto risulta ancora in una fase liquida o semiliquida.

Solo successivamente questo impasto viene veicolato nei tamburi che creano gli strati di cartoncino riciclato, questa volta collato. Per la precisione gli strati collati sono le due “copertine”, ovvero la parte effettivamente a contatto con la merce.
Ecco come  si ottiene il prodotto perfetto per le interfalde (o interstrati) collate.

Come si misura la resistenza all’umidità del cartoncino collato?

A molti piace ancora pensare che fare la carta e il cartoncino sia una specie di arte, tuttavia oggi è sempre di più un insieme di discipline  scientifiche diverse a dettare come deve essere realizzato un foglio di cartoncino: dalla chimica alla fisica, dall’elettronica all’ingegneria meccanica, solo per nominarne alcune.

Nel caso specifico del cartoncino collato per le interfalde esistono una serie di misurazioni che consentono di avere un indicatore specifico, utile a capire quanto il prodotto finale sia efficace o meno in presenza di umidità: il fattore di assorbimento.

Questo dato viene rilevato attraverso una verifica sperimentale chiamata “Prova del COBB 60“, uno standard di settore a livello internazionale.
Si prende un decimetro quadrato di cartoncino e viene messo a contatto con un decilitro di acqua per sessanta secondi.
Passato il minuto viene misurato il peso del cartoncino e comparato al peso iniziale, antecedente la prova.

La differenza di peso determina il fattore di assorbimento.

Per capire meglio: un decimetro quadrato di cartoncino da 350 gr. non collato a contatto con un decilitro d’acqua, dopo sessanta secondi raddoppia il suo peso diventando di 700 gr. Lo stesso cartoncino, con la miscela collata di base, invece acquista solo 200 gr.
Questo ci dice che aumentando la dose di colla cationica nell’impasto abbassiamo il fattore di assorbimento, migliorando l’impermeabilità all’acqua.

Da qui la domanda sorge spontanea: si può avere un cartoncino con fattore COBB 60 pari a zero? Ovvero totalmente “water proof”?
Certamente, ma stiamo parlando di prodotti che da normale cartoncino diventano un’altra cosa e il cui costo deve valere il progetto. Per gli utilizzi che normalmente fa l’industria delle bevande e della distribuzione alimentare, l’interfalda collata è già un’ottima soluzione.

 

La convenienza delle interfalde collate rispetto a quelle tradizionali

Se ci fosse bisogno di evidenziarli, i vantaggi sono diversi.
Minore spreco di materiale, miglioramento dell’efficienza organizzativa e dell’allestimento. Inoltre meno resi per gli allestimenti scadenti e conseguente riduzione dei costi, inclusi quelli dei trasporti. Per non parlare della sicurezza di sapere che il tuo prodotto arriva integro alla distribuzione.

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Non c’è miglior modo che provare in prima persona la qualità e la resistenza di questo genere di cartoncino per interfalde e imballaggi.
Contatta il nostro ufficio commerciale per illustrare la tua esigenza specifica e valutare una campionatura di prova sulla tua produzione.