07-12-2017

La raccolta differenziata di carta e di cartone ha registrato un importante incremento superiore del 3% e, come ha esposto Comieco, durante la presentazione del 22° Rapporto Annuale a Bari, la crescita si consoliderà sempre di più.
Dagli esordi nella fine degli anni ’90 gli italiani del riciclo di carta e cartone sono riusciti a raggiungere ottimi traguardi. I volumi di materia riciclabile raccolti sono triplicati (da 1 a oltre 3 milioni di tonnellate annue) riuscendo così ad evitare lo smaltimento in discarica di oltre 45 milioni di tonnellate di rifiuti cellulosici.
“Si calcolano non meno di 600mila tonnellate di carta e cartone tuttora da intercettare”, sottolinea Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco. Gli investimenti di Comieco effettuati al fine di sviluppare supporti necessari alla raccolta differenziata (1,4 miliardi di euro corrisposti ai Comuni) non devono cessare. Nord e Centro Italia, ormai mature, dovranno essere poste in secondo piano concentrandosi sui percorsi del Sud e delle Isole dove tuttavia si evidenziano eccellenti risultati. (tasso di crescita 8,6% e 32 kg pro capite).

Il “gold-plating”: un vero e proprio peso

Regole precise e chiare permetterebbero di fare impresa in modo sostenibile e con prospettive di sviluppo. Il legislatore deve essere informato per poter proporre interventi normativi in linea con le esigenze dell’industria cartaria. Assocarta, infatti, si impegna costantemente seguendo passo dopo passo le introduzioni di normative riguardanti la legislazione ambientale le quali però sono quasi sempre redatte  livello europeo. Vi starete chiedendo ora: ma alla fine cos’è il “gold-plating“? Ebbene si tratta di una tendenza ad appesantire il dettame comunitario con ulteriori adempimenti a carico delle imprese italiane. Quest’azione rallenta la ripresa economica e non agevola la raccolta di tonnellate nel Belpaese. Senza contare che è sempre al limite della legalità.

Un settore ad alto rischio di delocalizzazione

La direttiva 2003/87/CE ( c.d. Emissions Trading Scheme) regola il settore cartario dal 2005 e ha imposto un sistema di scambio di quote di emissione di gas serra tra i settori ad alta intensità energetica. In questo periodo sono in discussione le regole per i prossimi anni (dal 2021 al 2030) condizionate però dall’introduzione del D. lgs 30 del Marzo 2013 che prevede un nuovo sistema centralizzato di assegnazione delle quote che penalizzerà le cartiere. Il settore cartario rischia una forte delocalizzazione ma sicuramente molte associazioni industriali assisteranno le imprese al fine di redigere una linea guida corretta per il monitoraggio delle emissioni evitando sanzioni e/o provvedimenti.

E Cartiera Fornaci che ruolo assume?

Noi, come sempre, teniamo un occhio sul futuro, sui panorami e sulle tendenze, ma, contemporaneamente, vogliamo essere concreti e interpretare (senza ingenuità) i segnali positivi che il mercato ci mette a disposizione. Perchè questi segnali ci sono e non si vedono soltanto nell’ambito raccolta differenziata.
Il settore cartario, estenuato da sei anni di durissima crisi, inizia infatti a vedere la luce dopo un buio e (apparentemente) interminabile tunnel. Solo le cartiere con maggior solidità finanziaria e con una struttura più flessibile hanno saputo resistere ai vari contraccolpi e ora possono respirare aria più leggera. Oggi, paradossalmente, la domanda supera l’offerta, tuttavia bisogna mantenere il controllo e sapersi organizzare al meglio. Si prospettano le aperture di nuovi stabilimenti durante il 2018 e un forte aumento dell’export.

Proprio per questo Cartiera Fornaci continuerà a puntare su ciò che, da sempre, la differenzia e che ha dimostrato essere la carta (nel vero senso della parola) vincente: servizio industriale, ma con attenzione artigianale, implementazione di nuove tecnologie e antenne sempre dritte per intercettare le opportunità che derivano dagli apparenti problemi.

Insomma, anche per il 2018 raccogliamo la sfida.

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